mercoledì, 08 ottobre 2008
UNA MALEDIZIONE.

Ci sono due modi per far evaporare la rabbia.
Uno è respirare a fondo, pescare in se stessi l’energia positiva
e lasciarsi dietro le spalle ciò che ti ha fatto arrabbiare.
L’altro è sfogarsi e farla venire fuori.

Ho deciso che li adotterò tutti e due.
Partendo dal secondo.
Ma prima vi racconterò perché sono arrabbiato.

In sintesi (cronologica):

Aprile 2008.
Questa primavera ero in procinto di traslocare.
Sarei entrato nel nuovo appartamento dal primo di maggio
e avevo chiesto alla mia nuova padrona di casa
(siccome l’appartamento era già libero)
di poter sfruttare aprile per ritinteggiarlo.
E lei, essendo tra l’altro una mia amica,
aveva risposto positivamente.
A metà aprile, un sabato verso le 15,
i ladri hanno forzato la porta e sono entrati.
Trovando solo due rulli, due pennelli e
due barattoli di pittura.
Quindi, sono andati via.

Maggio 2008.
Una sera sono sceso per prendere l’auto,
che avevo parcheggiato vicino a casa.
Ho trovato il finestrino del lato passeggero sfondato.
Ora, non ci troverete niente di assurdo.
Capita.
Certo: capita.
Ma la mia auto è una Micra del 1991!
Vecchia, scassata, provata dagli anni.
Parcheggiata in una via punteggiata di Suv,
Mercedes e compagnia bella.
Quello che dico è: ma che diamine
pensi di trovare in un’auto così?
Hanno aperto la custodia dell’autoradio
e hanno lasciato l’autoradio là!
D’altronde ha gli stessi anni dell’auto.
Hanno rubato solo due cose:
1) la cassetta che serve a collegare l’iPod all’autoradio.
2) Un paio di Rayban a goccia che comprai in terza media
(sto parlando degli anni di Deejay Television, di Daitarn 3,
di Dallas).
Il finestrino mi è costato 140 euro.

Giugno 2008.
La mia auto (sì, sempre quella) si trovava parcheggiata
in una via grande di Milano (sempre vicino a casa).
Tenete conto che il sedile dietro era reclinato e il poggia-oggetti
era stato tolto, perché il giorno prima avevo portato una cosa.
Beh, dei ladri hanno tentato di forzare la serratura del
portabagagli. Tra l’altro, non riuscendoci.
Quindi, oltre che ladri, imbecilli.
Soprattutto: che diamine vuoi rubare in una micra del ’91,
tutta ammaccata e vecchia, con il portabagagli a vista
(vuoto) e da cui hanno già rubato i Rayban ultra-ventennali?

Luglio 2008.
Una notte dei ladri sono entrati nel mio ufficio.
Hanno frugato ovunque.
Hanno rubato gli assegni della società (li hanno pure timbrati!
Ma non li hanno usati: li ho bloccati in tempo!),
il mio portatile, due mie macchine fotografiche con tre obiettivi
(trattasi di reflex analogiche).

Ottobre 2008 (oggi, due ore fa).
Qualcuno ha rubato gli specchietti della mia moto.
Tra l’altro, essendo imbecille (sarà mica
lo stesso ladro che ha tentato di aprirmi il portabagli
dell’auto?) ne ha rotto uno perché ha forzato
troppo per svitarlo.

In sintesi:
casa, auto, auto secondo estratto, ufficio, moto.
In cinque mesi.

Dov’è lo sfogo, vi starete chiedendo.
Beh, è nella maledizione.
Che non è la maledizione che ha colpito me,
rendendomi un soggetto particolarmente apprezzato dai ladri.
Ma quella che lancio ora contro chi ha toccato le mie cose,
causandomi danni fastidiosi (sono in affitto, ho un’auto di 17 anni,
una moto di dieci: non sono ricco, tutt’altro).
Lo maledico.
E non parlo di religione e quelle maledizioni là.
Io sono ateo.
Parlo proprio del fatto che gli auguro del male.
E qualcosa di brutto gli succederà.
Ne sono certo.
Ecco. Questo è lo sfogo.

Detto questo, credo che comincerò a valutare
diversamente la presenza dell’esercito
nelle strade della città in cui vivo.
Evidentemente non è esagerata.

Ok.
Ora respiro…
ahhhhhhh…
bene. Sono molto più calmo.
Adesso posso mettermi a lavorare.

A presto, lettori.
Addio, ladri!
postato da: capitansqualo alle ore 23:26 | Permalink | commenti (3)
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