mercoledì, 25 giugno 2008

1 FOR THE MONEY.
2 FOR THE SHOW.
3 TO GET READY.
100 FOR LOVE.

E’ che ai numeri ci tengo.
Quindi, siccome questo è il 100simo post,
ci tenevo che parlasse di qualcosa d’importante.

Per esempio, l’AMORE.

Prometto:
eviterò le rime con “cuore”,
non scriverò di api e fiori,
tratterrò (due erre!) ogni impulso a spetalare margherite.

Mi limiterò, se permettete, a due considerazioni.
Sull’amore del cuore e l’amore del corpo
(che poi vivono insieme, altrimenti si tratta
di cardiofitness e di ginnastica).

CUORE.

Facciamo un esperimento: vi scrivo una parola
e voi, per due secondi, tre al massimo,
pensate a cosa vuol dire.

Pronti?

Ecco la parola:
matrimonio.

Ecco i secondi:
uno, due, tre.

Fatto?
Ora, quanti di voi hanno pensato
al giorno delle nozze alzino la mano.
Dai, siate sinceri.

Troppi!
Nel senso: ancora troppe persone
hanno le idee confuse a riguardo.
E quando pensano a “matrimonio”
immaginano un prete o un sindaco,
un numero variabile di invitati
e una torta con due personaggini sopra.
Alla peggio, visualizzano Las Vegas
ed Elvis che li benedice muovendo le anche.

E’ ora di chiarire una volta per tutte:
il “matrimonio” non è il giorno delle nozze,
ma ogni giorno da quello in poi.

Lo dice anche il vocabolario,
per il quale il matrimonio è
il “rapporto di convivenza dell’uomo e della donna
in accordo con la prassi civile, ed eventualmente religiosa,
volto a garantire la sussistenza morale, sociale
e giuridica della famiglia”.

Ok, ve lo devo dire:
secondo me è una definizione riduttiva.
Il matrimonio, da come la vedo io,
è una vita insieme, una famiglia,
due che sono diventati uno,
un abbraccio, due mani unite.
Ogni giorno.

Ecco.
Se devo sintetizzarlo, posso dirlo così:
IL MATRIMONIO È OGNI GIORNO.

CORPO.

La mia idea di amore carnale
si concentra in un semplice concetto.
Non può esserci niente di più sensuale
che andare a letto con una donna sposata.
Se è tua moglie.

Ovviamente, per chi non è sposato,
basta fare una piccola modifica.
Non può esserci niente di più sensuale
che andare a letto con una donna fidanzata.
Se è la tua fidanzata.

E, altrettanto ovviamente,
vale anche per le donne.

Intendo dire che,
se, per provare eccitazione,
hai bisogno di cambiare spesso partner
significa che ci sai fare davvero poco.
Innanzitutto con te stesso.

Perché se ci tieni, se ci metti un po’ di fantasia,
se ti lasci andare davvero, pian piano,
se ogni volta aggiungi qualcosa di te in più,
se scovi un pizzico d’inventiva,
se sei fisicamente sincero,
se non smetti di sedurre la persona
con cui dividi la tua vita,
allora c’è poco da fare:
il sesso migliora.
Di volta in volta.

Dieci anni dopo diventa ancora più sensuale,
avvolgente, gratificante, eccitante.
Basta non lasciare che il tempo diventi pigrizia,
ma far sì che si trasformi in ricerca.

Il piacere è scoperta.
E c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire,
nuove vie per farla impazzire,
nuove carezze da inventare.

RIASSUNTO.

Unite le due parti e viene fuori
un abbraccio quotidiano
di corteggiamento e seduzione.

Che è la mia idea di AMORE.
Il mio contributo al tema
più trattato al mondo.
Insomma, come dicono gli anglosassoni,
my two cents.
E il mio centesimo post.





postato da: capitansqualo alle ore 17:30 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 16 giugno 2008
ALITAGLIA?

Quanto costano un paio di ali?
Forse meno di un biglietto aereo per un volo Alitalia.

Ebbene sì, cari lettori,
non potevo certo sorvolare sull’argomento Alitalia!
Perché, ve lo devo dire,
a me tutta questa storia dei nostri soldi
a una compagnia aerea che non se li merita dà fastidio.

La questione è:
l’Alitalia ha ricevuto altri soldi dallo Stato.
Tanti soldi. Tantissimi soldi.
E lo Stato siamo noi. Siamo proprio noi.
Lo so che non vi sembra,
lo so che non avete sentito quei soldi decollare
dal vostro personale portafogli,
ma così è stato!
Sono volati via.

In pratica, una società già colpevolmente fallita da anni 
può continuare a perdere soldi su soldi
grazie al fatto che volenti o nolenti
(personalmente, molto nolente)
glieli diamo noi a camionate, in regalo.

Questo mi fa girare le palle.
Detto papale papale
(o papalle papalle?).

Me le fa girare perché non lo trovo giusto.

Me le fa girare perché Alitalia è fallita colpevolmente:
con colpa dei vertici manageriali che
l’hanno gestita pessimamente,
dei lavoratori che hanno sempre lavorato poco e male,
dei sindacati che hanno organizzato scioperi continui
che hanno fatto preferire ai viaggiatori
altre compagnie più affidabili.

Sostanzialmente del fatto che il monopolio
permetteva ad Alitalia di incassare tanto,
sperperare molto e offrire un pessimo servizio.

Me le fa girare perché un negozio, un ristorante,
una società normali (senza peso politico e sindacale)
se hanno dei problemi economici falliscono.
E nessuno se ne cura.

Va beh.
Ormai la frittata è fatta.
Ma visto che tra tutti quei soldi
che i nostri governi hanno regalato all’Alitalia
c’erano anche i miei,
a questo punto voglio dei voli gratis.

VOGLIO DEI VOLI GRATIS!

Mi sembrerebbe il minimo.
Mi spettano.
Li ho pagati.
E li avete pagati anche voi.
Si parte?
postato da: capitansqualo alle ore 11:56 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 09 giugno 2008
IMMAGINA.

Immagina il senso di sete
dopo due giorni senz’acqua.
E il desiderio di bere.
No, non immaginare il fastidio
di non aver bevuto,
ma la forza di quel desiderio.

Immagina la voglia di masticare
e gustare dopo due giorni senza cibo.
Pensa alla potenza di quella voglia di cibo.

Immagina di non dormire per due notti.
E alla sensazione straordinaria
di mettere a quel punto la testa sul cuscino
e chiudere gli occhi.

Immagina.
Non le privazioni, ma il desiderio.
L’intensità e la naturalità
di un tale desiderio.

E ora immagina
la stessa spontaneità,
la stessa naturalezza,
la stessa forza
nel desiderio non di cibarsi,
dissetarsi o dormire.
Ma di condividere.
I giorni, le notti, i sogni.

Le verità più pure
non hanno bisogno di essere cercate.
Si manifestano da sole.
Ecco.



postato da: capitansqualo alle ore 12:01 | Permalink | commenti (3)
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