giovedì, 31 gennaio 2008
LA NOTTE DEL VENTO CHE SOFFIA.

Nudi piedi scuotono la polvere del terreno,
obbedienti al tuonare di tamburi lontani.
Battono lo spegnersi del tramonto
e fanno apparire stelle neonate.
Nell'attesa che, forti di una giovinezza appena acquisita,
facciano risplendere il cielo.

C'è gran fermento nella foresta,
tra le scimmie curiose sugli alti rami degli eucalipti
e negli occhi verdi e scintillanti
del predatore notturno,
cacciatore di cibo ed emozioni,
di corse sfrenate e di battiti.

L'occhio enorme del nero cielo
si apre e la sua pupilla gialla
lancia lo sguardo nella radura,
tra i fitti alberi,
fino ai falò.

Nudi piedi accompagnano la danza
di anime che ancora hanno odore di animale.
Risuonano voci e si muovono occhi.
E, mentre la luce viva
sceglie a dimora lo specchio mosso
sotto la grande cascata,
un uomo e una donna
bevono dalla stessa tazza.

Due ombre lasciano il posto a una sola,
nuova, forte, viva.
E i tamburi ritmano ancora,
la cascata canta la sua melodia
e i nudi piedi battono la festa.

La foresta contempla la notte che si compie.
Sono placati anche
gli dei della foresta.

E’ la notte del vento che soffia.
Raccoglie emozioni e inventa strade.
postato da: capitansqualo alle ore 23:44 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 20 gennaio 2008
UN MARE D’EMOZIONE.

Immaginate il mare.
Non un mare.
Ma il mare tutto.
Il mare composto da tutti i mari,
da tutti gli oceani.
E’ tanta acqua, tanta vita:
un’immensità che potrebbe
occupare un universo.
Con un lieve spostamento
potrebbe mutare traiettoria
a un pianeta,
spintonare una montagna,
cambiare la rotazione terrestre.

Immaginate questo mare,
il mare tutto,
quieto,
con onde serene.
Come se fossero carezze.
Un moto straordinariamente naturale
e una forza che nulla potrebbe ostacolare.

Sacro.
Vero.
Forte.
Inviolabile.

Così è l’emozione quando nasce
nel punto più profondo.
Così sono le cose più belle
che la vita offre
a chi ha la pazienza e il merito
di aspettarle.

Ecco.
Volevo descrivere un’emozione.
Ma non ci sono le parole per farlo.
E’ come con il mare:
puoi solo tuffarti
e immergerti.




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domenica, 06 gennaio 2008
L’ANNO CHE VARRA’.

Tolgo ogni dubbio:
il 2008 sarà l’anno che varrà.

Varrà perché è tondo
e c’è quel grande otto alla fine.

Varrà perché lo dice il mio oroscopo
e lo confermano milioni di segni
in cielo e in terra.

Varrà soprattutto perché lo dico io.

Varrà perché ho deciso
che da quest’anno
si cambia.
E si cambia davvero.

Quest’anno
non si lavora di domenica
e si fanno le vacanze.
Ma dico Vacanze,
mica tre giorni stitici
a cercare di rilassarsi
a tempo record.
Vacanze a vedere
e respirare e sorridere.

Varrà perché
sarà l’anno in cui
o le cose funzionano
o le cose si cambiano.

Varrà perché
sono anni che aspetto
un anno così.
E me lo merito.

Varrà perché
è iniziato nella serenità,
nella passione, nella felicità,
nella gioia, nella neve,
nel fuoco.

Varrà perché
ci sono note, parole,
sapori, odori,
gesti, promesse.

Varrà perché
lo dicono lo squalo
di pasta di sale
e la barca di arancia
e l’omino luminoso
e Cambi, il cane champagne,
e la bussola-cuore.

Varrà perché
ho deciso
che non partirò
per il naufragio.

Varrà perché
ho 38 anni
e so benissimo
cosa voglio essere
tra cinque anni.

Varrà perché
è un inizio e non un anno.

Varrà nei campi di angurie
e nei ranch dell’Arizona.

Varrà per le attese finite,
i desideri esauditi,
i sogni in corso
e i progetti in atto.

Varrà perché
basta guardarlo negli occhi
per capire che varrà.

Varrà.
Credete,
varrà.

Buon anno che varrà
a tutti.
postato da: capitansqualo alle ore 22:25 | Permalink | commenti (11)
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