TIME OUT
A me piacciono quelle cose
che a volte ci scordiamo di gustare.
Spesso mi richiamo all'ordine
e mi ricordo di quanto sono emozionanti
piccoli attimi incastrati tra grandi frenesie.
Credo che sia quasi obbligatorio
per noi che viviamo in grandi città,
così presi dalle corse quotidiane,
così distratti da tutte le voci che ci circondano.
Così affaccendati da dover segnare
in agenda anche l’ora in cui fare pipì.
Ieri ci pensavo riguardo lo sci.
Uno va a sciare e si concentra sulla tuta da sci,
sulla sciolinatura dei nuovi carving,
sulla chiusura ultra-regolabile degli scarponi.
Ha lo swatch caricabile con lo skipass,
ha gli occhiali da sole con lenti fotosensibili,
ha il bluetooth: ha tutto.
E, appena sceso dalla seggiovia,
fila come un lampo dal cucuzzolo alla valle.
Ma - mi chiedo - che si scia a fare
se poi non ci si ferma un attimo
per sentire quel solletichino freddo
dei fiocchi di neve appena sopra il labbro superiore?
Se non ci si concede un paio di curve
con la testa per aria?
Se non ci si gode un vin brulé
mentre il sangue torna a circolare nei piedi?
Se, al posto di correre al parcheggio,
saltare in auto per gettarsi sotto la doccia
e ri-uscire in tempo per non perdere
l'aperitivo con musica lounge,
non ci si attarda nella baita più in alto,
fino a quando la pista è sgombra,
il sole è quasi scomparso del tutto
e quello che ti trovi davanti
è neve e libertà
e il suono dei tuoi sci
e della tua voce che canticchia felice?
Ogni tanto bisogna perdere l’autobus
e andare a casa a piedi, senza fretta,
passeggiando.
Ogni tanto bisogna evitare di trangugiare
il solito panino in ufficio e uscire,
sedersi in una quieta trattoria
e mangiarsi qualche salume
con un bicchiere di rosso.
Ogni tanto bisogna rallentare
la velocità dei passi, alzare gli occhi
e osservare i palazzi, le finestre,
le persone.
Ogni tanto bisogna prendere una pausa,
durante un’interminabile riunione,
guardare i propri clienti
e chiedere “Allora, come va?”.
Ogni tanto bisogna fermarsi
e dirsi "Oh, scemo, ma dov'è il gusto nelle cose?
Mica te lo starai scordando?".
A me piacciono quelle cose
che a volte ci scordiamo di gustare.
Spesso mi richiamo all'ordine
e mi ricordo di quanto sono emozionanti
piccoli attimi incastrati tra grandi frenesie.
Credo che sia quasi obbligatorio
per noi che viviamo in grandi città,
così presi dalle corse quotidiane,
così distratti da tutte le voci che ci circondano.
Così affaccendati da dover segnare
in agenda anche l’ora in cui fare pipì.
Ieri ci pensavo riguardo lo sci.
Uno va a sciare e si concentra sulla tuta da sci,
sulla sciolinatura dei nuovi carving,
sulla chiusura ultra-regolabile degli scarponi.
Ha lo swatch caricabile con lo skipass,
ha gli occhiali da sole con lenti fotosensibili,
ha il bluetooth: ha tutto.
E, appena sceso dalla seggiovia,
fila come un lampo dal cucuzzolo alla valle.
Ma - mi chiedo - che si scia a fare
se poi non ci si ferma un attimo
per sentire quel solletichino freddo
dei fiocchi di neve appena sopra il labbro superiore?
Se non ci si concede un paio di curve
con la testa per aria?
Se non ci si gode un vin brulé
mentre il sangue torna a circolare nei piedi?
Se, al posto di correre al parcheggio,
saltare in auto per gettarsi sotto la doccia
e ri-uscire in tempo per non perdere
l'aperitivo con musica lounge,
non ci si attarda nella baita più in alto,
fino a quando la pista è sgombra,
il sole è quasi scomparso del tutto
e quello che ti trovi davanti
è neve e libertà
e il suono dei tuoi sci
e della tua voce che canticchia felice?
Ogni tanto bisogna perdere l’autobus
e andare a casa a piedi, senza fretta,
passeggiando.
Ogni tanto bisogna evitare di trangugiare
il solito panino in ufficio e uscire,
sedersi in una quieta trattoria
e mangiarsi qualche salume
con un bicchiere di rosso.
Ogni tanto bisogna rallentare
la velocità dei passi, alzare gli occhi
e osservare i palazzi, le finestre,
le persone.
Ogni tanto bisogna prendere una pausa,
durante un’interminabile riunione,
guardare i propri clienti
e chiedere “Allora, come va?”.
Ogni tanto bisogna fermarsi
e dirsi "Oh, scemo, ma dov'è il gusto nelle cose?
Mica te lo starai scordando?".
