venerdì, 24 marzo 2006
LA REGOLA DEL RIGORE
Nel calcio,
se ti fanno fallo e non cadi,
non ti danno il rigore.
Come nella vita.
martedì, 14 marzo 2006
L’AVIARIA SI PRENDE DAI GIORNALISTI.
Il mondo sta cambiando.
Anche a tavola.
Non ci credete?
Fate un salto in un McDonald’s:
Big Mac e McChicken stanno abdicando a favore
di vari McFormagginiFritti, McToastSmilzi
e McInsalateSalsettose.
Di chi è la colpa?
Delle mucche pazze?
Dei polli aviariati?
La verità sta sempre nel mezzo.
In medium.
In questo caso, nei media.
Cioè, cari miei, è sempre loro:
dei nostri amiconi giornalisti.
Che non si limitano a informare o raccontare,
ma amano creare il caso.
Riportare i fatti li lascia insoddisfatti.
Un buon rapporto col pubblico non gli basta.
Godono davvero solo quando scoopano.
Così, di scoopata in scoopata,
tra una sveltina flash con la free press
e un tormentone notiziario in piena regola,
ecco che succede il guaio.
Non sono più le notizie a fare notizia,
ma sono i notiziari a fare le notizie.
L’ultimo esempio è l’Aviaria.
Da qualche mese, il contagio ha colpito tutti i media,
che ne parlano spesso e volentieri.
E la paura serpeggia tra i lettori dei quotidiani
e gli spettatori dei tigì.
Che fanno bene ad aver paura: l’aviaria colpisce i polli
e solo un pollo può credere agli allarmismi degli scoopettari.
Lo sapevate, per esempio, che una delle più grandi epidemie
di aviaria in Europa ha ucciso (o fatto abbattere)
oltre 16 milioni di polli tra il dicembre 1999 e l’aprile 2000?
Dove l’ho letto? Sul sito del Ministero della Salute.
Qualcuno si faceva problemi a mangiare pollo
nel 2000, 2001, 2002, 2003 o 2004?
No.
E sapete perché?
L’Aviaria non andava ancora di moda.
Nel 2000 c’erano le elezioni, nel 2001 le Torri Gemelle,
nel 2002 l’Euro, nel 2003 la guerra in Iraq,
nel 2004 le Olimpiadi.
Poi, c’è stato lo Tsunami e, alla fine,
è arrivata anche Kathrina,
che ha smantellato e sommerso New Orleans.
In mezzo c’erano il delitto di Cogne,
qualche scivolone del Berlusca,
il botto di Parmalat, un paio di rigori regalati alla Juve
e la morte del Papa.
Alla fine, non c’era più nessuna notizia che reggesse il confronto.
Così, ecco l’Aviaria!
Rileggete i giornali di qualche mese fa:
secondo quanto riportavano, a oggi dovrebbero esserci
poche decine di sopravvissuti su tutto il pianeta.
Beh: stamattina, erano tutte sul mio treno!
In compenso, se l’aviaria non ha ancora ucciso nessuno,
l’aviaria mediatica ha fatto parecchie vittime:
un bel numerino di persone ha perso il lavoro
perché i polli che credono ai tigì non comprano più pollo.
L’hanno mangiato tranquillamente fino a un anno fa.
E’ bastata una scoopatina senza precauzioni
e si sono presi la fobia da aviaria.
Così, fuori dai supermercati razzolano tanti furbacchioni
che non comprano pollo e pensano, così, di essere salvi.
Nel frattempo, fumano e viaggiano 15 ore al giorno
con un cellulare a meno di 50 cm da ogni loro organo vitale.
D’altronde, cancro e radiazioni non fanno notizia.
Ma questo sarebbe un altro discorso.
Una citazione d’onore va a Radio Capital.
Ogni giorno, i giornalisti di quell’emittente
ribadiscono che il pollo non fa male
ed esternano con orgoglio la loro costanza pollivora.
A loro, un applauso.
Per quanto riguarda me, adesso vado a farmi un McChicken.
E continuo a mangiare di tutto.
Come un maiale.
D’altronde, tra polli aviariati e mucche schizofreniche,
i maiali si salvano sempre.