MAKE A REMAKE
Non so quand’è successo.
A un certo punto, però, per distrazione,
per un colpo di vento, per destino, è accaduto:
abbiamo perso l’immaginazione.
Da qualche anno a questa parte, libri, film,
programmi e cd sembrano girare attorno
a un’unica possibilità:
riproporre.
Ci siamo persi dentro un remake.
Imprigionati in un mondo di rifacimenti.
E non sappiamo più come uscirne.
Un gruppo di scienziati ha lavorato per anni
e ha individuato due vie di fuga.
Via di fuga numero 1: il remake del remake.
E’ stata sviluppata, controllata, testata
e poi messa in pratica.
Si chiama “Teoria del Remake”
e trae spunto dalla ciclicità della Storia.
Si basa infatti sull’idea che,
continuando a fare il remake dei remake,
prima o poi si torni all’originale.
Come se, giocando al telefono senza fili,
la parola passata,
per uno strano meccanismo,
di storpiatura in storpiatura,
a un certo punto
ridivenisse quella di partenza.
Ecco: quando il remake ritrova la sua forma originale,
basta bloccare tutto e imboccare una nuova strada.
Ma la teoria, pur promettente,
ha evidenziato scarsi risultati nella pratica.
Così, dopo un periodo denso di remake di film datati
(da Psycho a Lolita), si è passati al remake
di film piuttosto recenti
(un esempio su tutti: nel 2003 è uscito “E’ già ieri”,
con il bravissimo Antonio Albanese,
remake di “Ricomincio da capo”,
divertente commedia con Bill Murray
di soli 10 anni prima).
Nulla: non ha funzionato.
Ma, prima di abbandonare definitivamente questa soluzione,
si è deciso di tentare coi remake in diretta.
E’ una via sperimentale.
Il 15 dicembre uscirà “Memorie di una geisha”.
Ma pare che due giorni prima ne uscirà il remake.
Una specie di pre-remake.
Insomma, fatta la geisha, si rifarà la geisha.
Il che ci porta alla seconda via di fuga da questa situazione.
Via di fuga numero 2: il prequel.
Per anni ci hanno propinato infinite serie di sequel
dei film di successo. Alcuni esempi:
- “Rambo XXIII: la vendetta sdentata”, in cui Rambo,
ormai novantenne, strangola con la propria cintura del dr. Gibaud
dei marziani che cercavano di invadere la Terra.
- “Amadeus 2”, in cui si scopre che Mozart era stato sepolto vivo,
così viene riesumato e ha tempo di scrivere altre tre opere,
un paio di jingle e “Yesterday”.
- “L’esorcista 8510”, in cui l’anziana Linda Blair conduce
una quieta esistenza insieme al demonio Basusu,
ormai di casa, e viene saltuariamente
posseduta dallo spirito di Padre Karras.
Ora però, le cose sono cambiate: sono arrivati i prequel.
Gli scienziati già noti per la Teoria dei Remake
hanno elaborato una nuova idea: rispedirci al mittente,
ricacciarci dove tutto è cominciato.
Il prequel è la storia prima che cominciasse la storia.
E’ una sorta di assurdo viaggio nel tempo:
col prequel, un film viene seguito da ciò che lo precedeva.
Il prequel risponde alle nostre domande più mistiche:
chi siamo, da dove veniamo, chi era Batman prima di essere Batman.
Peter Jackson ha fatto il remake di King Kong.
E pare che stia già in lavorando al sequel-prequel:
“King Born”, in cui potremo conoscere i genitori dello scimmione
(ma può darsi che alla fine opti per un’altra soluzione molto in voga
e ci presenti un bel “King Kong vs il pianeta delle scimmie").
La cosa più straordinaria è che esisterà un film
che sarà il prequel di tutti i film che avete visto.
Si chiamerà “Big Bang”.
Per quanto riguarda me,
non posso garantirvi che questo post sia l’originale.
Potrebbe benissimo essere un remake.
O il remake di un remake.
Ma una cosa posso promettervela:
prima o poi, ne scriverò un prequel.
Non so quand’è successo.
A un certo punto, però, per distrazione,
per un colpo di vento, per destino, è accaduto:
abbiamo perso l’immaginazione.
Da qualche anno a questa parte, libri, film,
programmi e cd sembrano girare attorno
a un’unica possibilità:
riproporre.
Ci siamo persi dentro un remake.
Imprigionati in un mondo di rifacimenti.
E non sappiamo più come uscirne.
Un gruppo di scienziati ha lavorato per anni
e ha individuato due vie di fuga.
Via di fuga numero 1: il remake del remake.
E’ stata sviluppata, controllata, testata
e poi messa in pratica.
Si chiama “Teoria del Remake”
e trae spunto dalla ciclicità della Storia.
Si basa infatti sull’idea che,
continuando a fare il remake dei remake,
prima o poi si torni all’originale.
Come se, giocando al telefono senza fili,
la parola passata,
per uno strano meccanismo,
di storpiatura in storpiatura,
a un certo punto
ridivenisse quella di partenza.
Ecco: quando il remake ritrova la sua forma originale,
basta bloccare tutto e imboccare una nuova strada.
Ma la teoria, pur promettente,
ha evidenziato scarsi risultati nella pratica.
Così, dopo un periodo denso di remake di film datati
(da Psycho a Lolita), si è passati al remake
di film piuttosto recenti
(un esempio su tutti: nel 2003 è uscito “E’ già ieri”,
con il bravissimo Antonio Albanese,
remake di “Ricomincio da capo”,
divertente commedia con Bill Murray
di soli 10 anni prima).
Nulla: non ha funzionato.
Ma, prima di abbandonare definitivamente questa soluzione,
si è deciso di tentare coi remake in diretta.
E’ una via sperimentale.
Il 15 dicembre uscirà “Memorie di una geisha”.
Ma pare che due giorni prima ne uscirà il remake.
Una specie di pre-remake.
Insomma, fatta la geisha, si rifarà la geisha.
Il che ci porta alla seconda via di fuga da questa situazione.
Via di fuga numero 2: il prequel.
Per anni ci hanno propinato infinite serie di sequel
dei film di successo. Alcuni esempi:
- “Rambo XXIII: la vendetta sdentata”, in cui Rambo,
ormai novantenne, strangola con la propria cintura del dr. Gibaud
dei marziani che cercavano di invadere la Terra.
- “Amadeus 2”, in cui si scopre che Mozart era stato sepolto vivo,
così viene riesumato e ha tempo di scrivere altre tre opere,
un paio di jingle e “Yesterday”.
- “L’esorcista 8510”, in cui l’anziana Linda Blair conduce
una quieta esistenza insieme al demonio Basusu,
ormai di casa, e viene saltuariamente
posseduta dallo spirito di Padre Karras.
Ora però, le cose sono cambiate: sono arrivati i prequel.
Gli scienziati già noti per la Teoria dei Remake
hanno elaborato una nuova idea: rispedirci al mittente,
ricacciarci dove tutto è cominciato.
Il prequel è la storia prima che cominciasse la storia.
E’ una sorta di assurdo viaggio nel tempo:
col prequel, un film viene seguito da ciò che lo precedeva.
Il prequel risponde alle nostre domande più mistiche:
chi siamo, da dove veniamo, chi era Batman prima di essere Batman.
Peter Jackson ha fatto il remake di King Kong.
E pare che stia già in lavorando al sequel-prequel:
“King Born”, in cui potremo conoscere i genitori dello scimmione
(ma può darsi che alla fine opti per un’altra soluzione molto in voga
e ci presenti un bel “King Kong vs il pianeta delle scimmie").
La cosa più straordinaria è che esisterà un film
che sarà il prequel di tutti i film che avete visto.
Si chiamerà “Big Bang”.
Per quanto riguarda me,
non posso garantirvi che questo post sia l’originale.
Potrebbe benissimo essere un remake.
O il remake di un remake.
Ma una cosa posso promettervela:
prima o poi, ne scriverò un prequel.
